I tempestarii

di Marina Commenta

tempestarii

Prima del 1.300 nè la Chiesa, nè le autorità si impegnavano molto nella ricerca delle streghe. Gli stessi sacerdoti, essendo tra i pochi che erano in grado di leggere vecchi libri, potevano essere accusati di stregoneria.

Si narra che agli inizi del ‘900 Agobardo, vescovo di Lione, salvò una donna e tre uomini da un gruppo di contadini inferociti, che li riteneva tempestarii.

I tempestarii erano maghi in grado di controllare il tempo e provocare tempeste, temporali, bufere di vento, grandine, fulmini solamente agitando l’acqua di uno stagno oppure un dito in una pozza di pipì. I contadini, al solo sentirli minacciare tempeste li pagavano affinchè non lo facessero e andassero a praticare la loro magia altrove, magari dai vicini.

I presunti atti di magia nera provocavano molto facilmente l’ira dei contadini e delle persone comuni, ma facevano parte del tessuto sociale. La credenza nel “maleficium” era però così generalizzata che loro stessi utilizzavano formule magiche e piccole pratiche per allontanarlo.

Le persone quando sentivano un tuono o vedevano un fulmine pronunciavano le parole “Aura levatitia est“, una specie di contro incantesimo per contrastare la  magia. Indipendentemente dal ceto sociale, gli individui credevano nei poteri dei tempestari. In realtà queste credenze non erano frutto della fantasia dato che nei secoli precedenti il periodo in cui visse Agobardo uomini che sostenevano di saper provocare tempeste avevano viaggiato per tutta l’Europa costringendo i contadini a pagarli.

I problemi nacquero quando i vescovi iniziarono a lamentarsi del fatto che gli abitanti dei villaggi non pagavano più la decima alla chiesa, bensì i tempestarii affinchè se ne andassero senza provocare danni ai loro raccolti.

La tempesta più famosa che si dica sia stata provocata da streghe avvenne nel 1591 durante il North Berwick Witch Trials da John Fian e la sua congrega per affogare Giacomo VI e la regina Anna durante il loro viaggio in Danmarca.

La Chiesa Cattolica, contraria all’uso di rimedi superstiziosi, trovò come soluzione a questi problemi il suono delle campane.

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