Inno alla Dea Venere

di Anna Fraddosio Commenta

La Dea Venere è sempre stata un delle dee più venerete e onorate, a lei sono state dedicati templi, dipinti statue, ma sopratutto inni e canti. Oggi vedremo una preghiera in lunga originale e poi tradotta dedicata a questa bellissima e amorevole Dea.

“Aeneadum genetrix, hominum divomque voluptas,
alma Venus, caeli subter labentia signa
quae mare navigerum, quae terras frugiferentis
concelebras, per te quoniam genus omne animantum
concipitur visitque exortum lumina solis.
Te, dea, te fugiunt venti, te nubila caeli
adventumque tuum, tibi suavis daedala tellus
summittit flores, tibi rident aequora ponti
placatumque nitet diffuso lumine caelum.
Nam simul ac species patefactast verna diei
et reserata viget genitabilis aura favoni,
aeriae primum volucris te, diva, tuumque
significant initum perculsae corda tua vi.
Inde ferae pecudes persultant pabula laeta
et rapidos tranant amnis: ita capta lepore
te sequitur cupide quo quamque inducere pergis.
Denique per maria ac montis fluviosque rapacis
frondiferasque domos avium camposque virentis
omnibus incutiens blandum per pectora amorem
efficis ut cupide generatim saecla propagent.”

Progenitrice degli Eneadi, piacere degli uomini e degli dei,
alma Venere, che sotto gli erranti astri del cielo vivifichi
il mare solcato da navi e la terra portatrice di messi,
poiché per opera tua ogni specie di esseri viventi
è concepita e, appena nata, vede la luce del sole.
Te, o dea, te fuggono i venti, te le nubi del cielo
al tuo sopraggiungere, per te la terra ingegnosa
fa nascere fiori soavi, per te ride la superficie del mare
e, tornato sereno, il cielo brilla di un chiarore diffuso.
Infatti non appena si schiude l’aspetto primaverile del giorno
e, liberatosi, prende vigore il soffio fecondatore del favonio,
per primi gli uccelli dell’aria annunciano te ed il tuo arrivo,
o dea, percossi nel cuore dalla tua potenza.
Poi le fiere e gli armenti saltellano qua e là per i pascoli rigogliosi
ed attraversano i fiumi vorticosi: così ogni animale,
preso dal tuo fascino, ti segue avidamente dove tu voglia condurlo.
Infine per mari e monti e per fiumi che travolgono
e per le frondose dimore degli uccelli e i campi verdeggianti,
incutendo a tutti nel petto un dolce desiderio d’amare,
fai in modo che essi, bramosamente, propaghino specie per specie le generazioni.

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