Il rituale della Dea Amaterasu

di Anna Fraddosio Commenta

Tempo fa parlammo della leggenda della Dea shintoista Amaterasu o Amaterasu Omikami una delle più importanti divinità che viene venerata in Giappone. A lei sono dedicati moltissimi templi e santuari, ed durante tutto l’anno, vengono eseguiti molti rituali in suo onore, più di 6 milioni di persone visitano il famoso Grande Santuario di Ise, dove sono conservati i suoi elementi sacri, cioè la spada, lo specchio e la collana.

Oggi vedremo uno dei tanti riti che vengono celebrati in onore della Dea del Sole, questo tipo di rito, ovviamente, può essere eseguito non solo nel santuario in Giappone , ma anche a casa vostra, allestendo un piccolo kamidana (altare) per Amaterasu, mettendo tutto le cose necessarie, come uno specchio, una spada, una collana, del riso come offerta, una candela e dell’incenso.

Occorrente

Per l’altare:

Specchio
Collana
Riso o acqua
Una candela
Dell’incenso

Per il rituale:

Uno specchio portatile

Procedimento

Prima di iniziare il rituale, come vuole la fede shintoista, ci si deve lavare le mani e sciacquarsi la bocca, come rito di purificazione, questo perché, ci si deve sempre presentare davanti ai Kami “puri” e cioè puliti sul corpo, e leggeri di mente, come segno di rispetto verso chi invocherete.

Detto questo, dovrete eseguire questi gesti alla lettera:

Iniziate, come già detto, lavandovi le mani e sciacquandovi la bocca, poi sull’altare depositate l’offerta, che sia essa riso o acqua, rimanete in piedi o se preferite in ginocchio davanti all’altare, seduti, semmai, su un tappetino. Ora dovrete chinare la testa verso l’altare come segno di riverenza.

Prendete lo specchio portatile, rilasciate ogni distrazione, e guardate nello specchio, chiedete ora alla Dea Amaterasu di ristabilire l’ordine e l’equilibrio nella vostra vita, immaginate la luce del sole di Amaterasu, guarirvi completamente e riordinare gli aspetti disordinati della vostra vita.

Ora rimanete in meditazione per un po’, meditando sui problemi che vi affliggono, una volta fatto ciò piegate la testa verso l’altare due volte, come per congedare la Dea, battete poi le mani due volte tenendole sollevate, e poi terminate con un inchino.

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