Unguento di protezione per chi pratica magia nera

di Anna Fraddosio Commenta

Praticare magia nera richiede non solo una grande abilità, ma anche un forte carattere non facilmente influenzabile che non deve rischiare di essere manipolato dagli spiriti inferi che vengono usati e chiamati; quindi menti sensibili ed influenzabili non dovrebbero assolutamente avvicinarsi a codesto mondo.

unguento-magia nera

Un famoso monaco del convento di Broken, Giona Sufurino famoso per la sua altissima devozione a San Cipriano, disse che gli iniziati e i neofiti che entrano in contatto con la magia nera, dopo ogni rito devono spalmare sul corpo un particolare unguento magico e frizionarlo bene. Questo famoso unguento è stato creato da San Cipriano in persona ed oggi vedremo di cosa è composto.

L’unità di misura dell’antica Grecia e per i romani veniva spesso misurata in once che stava a rappresentare una piccola quantità, in questa ricetta noi prenderemo come rifermento il pugno, quindi un oncia corrisponderà ad un pugno.

Ingredienti

4 once di Manteca (o strutto) fresca
4 once di Salvia
4 once di Rosmarino
4 once di Verbena
4 once di Prezzemolo
2 once di Radice di Belladonna
1 grano di Oppio
Essenza di Rose o di violetta

Preparazione

Pestate le piante aromatiche insieme alla belladonna e all’oppio unendole allo strutto lavato; mescolate il tutto bene, le parti dovranno essere ben macerata tanto da creare una specie di pomata bella morbida. Una volta fatta la “crema di erbe” dovrete profumarla ulteriormente con l’essenza di rose o di violetta a seconda di quella che preferite. L’unguento andrà poi spalmato dopo ogni fine evocazione o patto fatto con gli spiriti inferi per purificarvi e proteggervi da potenziali larve astrali.

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